il giardino dell'Acquario Romano

Poche le testimonianze ancora visibili dell’aspetto originale del giardino progettato, come l’edificio, da Ettore Bernich. Per avere un’idea di cosa fosse stato realizzato in questo appezzamento relativamente piccolo di terra si deve far ricorso alle immagini d’epoca e anche alla raffigurazione che compare dipinta sulla parete di sinistra nell’atrio di ingresso dell’edificio. Il visitatore aveva accesso sul lato di via Cattaneo in asse con il fronte dell’Acquario. L’ingresso era segnato da una piccola costruzione monumentale con un portico, poi demolita. Alcuni sentieri laterali permettevano di incamminarsi tra le aiuole e le ramificazioni del laghetto, mentre il percorso principale, in asse con il prospetto dell’edificio, era segnato da un vialetto e da due ponticelli rustici che servivano per passare sopra il piccolo specchio d’acqua. La parte principale del laghetto circondava anche i resti delle mura serviane ed una parte del rudere a pianta quadrata, secondo una concezione tipica del gusto dell’epoca della rovina archeologica come elemento monumentale di arredo, usato per accentuare il carattere romantico e pittoresco che si voleva conferire alla piccola zona a verde. Sul fronte dell’edificio sotto le due rampe di scale è ancora visibile una parte della fontana originale, concepita come una grotta. Un piccolo ruscello d’acqua, destinato all’allevamento dei pesci, correva lungo le parti laterali e quella posteriore dell’edificio ed era probabilmente in comunicazione con i locali del sotterraneo dove si trovavano alcuni vasconi pure destinati all’allevamento.

L'ingresso principale al giardino ("L'illustrazione Italiana", 5 giugno 1887)

Attualmente nel giardino sono in corso lavori di scavo promossi dall’Ufficio Monumenti Antichi e Scavi della Soprintendenza Comunale che hanno portato alla luce i resti di un edificio di età imperiale addossato alle mura serviane. La scoperta costituisce un contribuito fondamentale per la conoscenza dell’Esquilino nell’antichità. E’ previsto un progetto di sistemazione complessiva di tutta l’area a verde, orientato secondo un criterio di valorizzazione del patrimonio archeologico recuperato.

Intere generazioni di abitanti dell’Esquilino hanno vissuto nella loro giovinezza il fascino di questo spazio vago e caotico, attratti dalla realtà misteriosa ed artefatta del piccolo e disordinato giardino, del laghetto, della montagna scogliera delle mura serviane, della curiosa e incomprensibile mole di un edificio chiamato - chissà poi perché - Acquario Romano. La memoria della sua realtà favolosa è ancora oggi viva assieme a quella dei giardino di piazza Vittorio.

 

i testi e le immagini sono tratte dal sito web del Comune di Roma

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